Monthly Archives: giugno 2010

12 Giugno 2010: Resta Sveglio! Azione Mediatica del Blocco Studentesco a Novara.

Azione mediatica del Blocco Studentesco Novarese in occasione della fine della scuola per le vacanze estive.
“Resta sveglio!” è questo il messaggio lanciato dai ragazzi del Blocco con delle sveglie posizionate vicino alle scuole superiori e che hanno suonato in contemporanea all’ingresso degli studenti.
La fine della scuola pero’ non è sinonimo di ozio totale, il Blocco Studentesco continuerà a lavorare sulle iniziative che coinvolgeranno le scuole al rientro. Questa azione è un arrivederci all’inizio del prossimo anno, sicuramente ricco di novità e soprattutto di impegno volto a coinvolgere gli studenti e renderli partecipi della costruzione della loro formazione e del loro futuro, assaltandolo giorno per giorno.

Blocco Studentesco Novara
blocconovara@yahoo.it

11 Giugno 2010: Blocco Studentesco Novara, Resta sveglio

Azione mediatica del Blocco Studentesco Novarese in occasione della fine della scuola per le vacanze estive.
“Resta sveglio!” è questo il messaggio lanciato dai ragazzi del Blocco con delle sveglie posizionate vicino alle scuole superiori e che hanno suonato in contemporanea all’ingresso degli studenti.
La fine della scuola pero’ non è sinonimo di ozio totale, il Blocco Studentesco continuerà a lavorare sulle iniziative che coinvolgeranno le scuole al rientro. Questa azione è un arrivederci all’inizio del prossimo anno, sicuramente ricco di novità e soprattutto di impegno volto a coinvolgere gli studenti e renderli partecipi della costruzione della loro formazione e del loro futuro, assaltandolo giorno per giorno.

9 Giugno 2010: Galliate’s Big Brother

Il nuovo progetto di video sorveglianza deciso dalla giunta comunale di Galliate, più che fare tirare un sospiro di sollievo perchè arma contro la criminalità, suscita per ora solo tante perplessità.
In base a quali studi si è deciso che la città ha bisogno di questo sistema di controllo?
Galliate è veramente così pericolosa?
Abbiamo una criminalità così feroce che un comando dei Vigili Urbani, una caserma dei Carabinieri e un vicino presidio di Polizia Stradale non riescono a contrastare?
Non sembrerebbe vista la rinomata vivibilità del paese e la sua ricchezza di iniziative che coinvolgono i cittadini.
Sorge quindi naturale la prima domanda, ossia quale reale vantaggio porterebbe questo nuovo sistema ai residenti.
Molte altre sono poi le questioni a cui chiediamo delle risposte chiarificatrici almeno ora, anche a giochi ormai fatti.
Vorremmo capire chi controllerà i monitor del sistema. Fosse dato in mano al comando dei vigili, avremmo almeno una persona in meno a disposizione per il pattugliamento reale, lasciandoci così solo con una sicurezza virtuale.
Supponiamo che la sicurezza del paese richieda veramente questa misura.
Il progetto prevede che le telecamere vengano installate nella zona centrale e nelle piazze principali, di conseguenza la periferia diventerebbero le zone predilette del malaffare. Installeremo altre videocamere anche lì? Sarebbe uno scenario inquietante, di orwelliana memoria.
Altro punto da non sottovalutare è il costo.
Si parla di 300.000 euro. Vero che parte sarà finanziata dal Ministero, ma il restante graverà (come sempre) sulle casse comunali, quindi sui cittadini.Senza contare costi di gestione e manutenzione.
In questo momento di forte crisi che non ha risparmiato di certo il novarese, riteniamo che questi fondi sarebbero dovuti essere indirizzati per iniziative di supporto a chi si ritrova in condizioni precarie e di disagio.
Condizione sempre più diffusa e sempre più grave.
Oltre alla moria di posti di lavoro che si volatilizzano a ritmi vertiginosi, la nostra provincia è strozzata dall’emergenza abitativa.
Si parla di un aumento di sfratti nell’anno 2009 cresciuti del 74% rispetto all’anno precedente, e per quest’anno le previsioni non saranno più rosee.
Perchè quindi non investire questi soldi in una nuova e seria politica di edilizia popolare?
Con la proposta del Mutuo Sociale e quei soldi si sarebbero potute costruire quattro case per quattro famiglie in emergenza abitativa. Allora sì che si sarebbero protetti questi cittadini, la sicurezza di un tetto sicuro sopra la testa e la possibilità di vivere serenamente.
Criminale è anche chi chiude ditte per delocalizzarle e licenzia i suoi lavoratori, chi soffoca con il cappio di affitti e mutui buttando in una strada chi non riesce a pagare.
A volte la sicurezza passa anche per la via della Giustizia Sociale.

www.casapounditalia.org
www.casapoundpiemonte.org

Saremo più sicuri?

Il nuovo progetto di video sorveglianza deciso dalla giunta comunale di Galliate, più che fare tirare un sospiro di sollievo perchè arma contro la criminalità, suscita per ora solo tante perplessità.
In base a quali studi si è deciso che la città ha bisogno di questo sistema di controllo?
Galliate è veramente così pericolosa?
Abbiamo una criminalità così feroce che un comando dei Vigili Urbani, una caserma dei Carabinieri e un vicino presidio di Polizia Stradale non riescono a contrastare?
Non sembrerebbe vista la rinomata vivibilità del paese e la sua ricchezza di iniziative che coinvolgono i cittadini.
Sorge quindi naturale la prima domanda, ossia quale reale vantaggio porterebbe questo nuovo sistema ai residenti.
Molte altre sono poi le questioni a cui chiediamo delle risposte chiarificatrici almeno ora, anche a giochi ormai fatti.
Vorremmo capire chi controllerà i monitor del sistema. Fosse dato in mano al comando dei vigili, avremmo almeno una persona in meno a disposizione per il pattugliamento reale, lasciandoci così solo con una sicurezza virtuale.
Supponiamo che la sicurezza del paese richieda veramente questa misura.
Il progetto prevede che le telecamere vengano installate nella zona centrale e nelle piazze principali, di conseguenza la periferia diventerebbero le zone predilette del malaffare. Installeremo altre videocamere anche lì? Sarebbe uno scenario inquietante, di orwelliana memoria.
Altro punto da non sottovalutare è il costo.
Si parla di 300.000 euro. Vero che parte sarà finanziata dal Ministero, ma il restante graverà (come sempre) sulle casse comunali, quindi sui cittadini. Senza contare costi di gestione e manutenzione.
In questo momento di forte crisi che non ha risparmiato di certo il novarese, riteniamo che questi fondi sarebbero dovuti essere indirizzati per iniziative di supporto a chi si ritrova in condizioni precarie e di disagio.
Condizione sempre più diffusa e sempre più grave.
Oltre alla moria di posti di lavoro che si volatilizzano a ritmi vertiginosi, la nostra provincia è strozzata dall’emergenza abitativa.
Si parla di un aumento di sfratti nell’anno 2009 cresciuti del 74% rispetto all’anno precedente, e per quest’anno le previsioni non saranno più rosee.
Perchè quindi non investire questi soldi in una nuova e seria politica di edilizia popolare?
Con la proposta del Mutuo Sociale e quei soldi si sarebbero potute costruire quattro case per quattro famiglie in emergenza abitativa. Allora sì che si sarebbero protetti questi cittadini, dando loro la sicurezza di un tetto sicuro sopra la testa e la possibilità di vivere serenamente.
Criminale è anche chi chiude ditte per delocalizzarle e licenzia i suoi lavoratori, chi soffoca con il cappio di affitti e mutui buttando in una strada chi non riesce a pagare.
A volte la sicurezza passa anche per la via della Giustizia Sociale.

04 Giugno 2010: Conferenza sull’Alpinismo e il Rapporto Uomo-Natura

10 Giugno 2010: Incontro/Scontro in occasione dell’ Anniversario dell’Unità d’Italia