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Verbania, 29 ottobre: Mobilitazione BLU in aiuto all’azienda Dieffe Confezioni

 

Verbania, 29 ottobre – Dopo la mobilitazione del sindacato di CasaPound, il Blocco Lavoratori Unitario, del sindaco e del prefetto di Verbania, Equitalia ha concesso una proroga all’azienda Dieffe Confezioni.

”Con estrema felicità – dichiara Giovanni Ceniti, responsabile di CasaPound nel Vco – abbiamo appreso da una lettera di ringraziamento inviataci dal titolare della Dieffe che Equitalia ha

concesso alla sua azienda una proroga per il pagamento del debito nei confronti dell’Inps dopo la nostra protesta davanti agli uffici dell’agenzia di riscossione. In quell’occasione abbiamo chiesto che le istituzioni prendessero una posizione forte nei confronti della scellerata decisione di mettere all’asta i mezzi di produzione della ditta, evidenziando che sarebbe stato impossibile per l’imprenditore fare fronte al debito avere la possibilità di lavorare e quindi incassare. Ricordiamo, tra l’altro, che la ditta, con dodici dipendenti, da tempo pagava regolarmente le rate e per un errore di notifica da parte di Equitalia ha rischiato il fallimento’’.

‘’Non si illudano – conclude Ceniti – che sia stata un’azione estemporanea la nostra. Il sindacato di Cpi, da poco costituitosi in provincia, ha già messo a segno questo primo risultato e continuerà a monitorare il territorio e a difendere i diritti di lavoratori, artigiani, imprenditori e disoccupati”.

15 Ottobre 2012: CasaPound e BLU guidano protesta pazienti delle Molinette

Torino: CasaPound e BLU guidano protesta pazienti delle Molinette “PERICOLO SENZA STRISCE”

CasaPound Italia ha organizzato un sit-in davanti alcuni ingressi delle Molinette per chiedere che il Comune disponga degli attraversamenti pedonali
“Entrare in ospedale da ‘sani’ è una vera impresa. Molto più facile passare direttamente dal pronto soccorso dopo essere stati investiti dalle auto” commenta il portavoce della sezione di zona di CasaPound “Alcuni accessi dell’ospedale sono del tutto privi di facilitazioni per i pedoni che per cercare di raggiungere l’atrio di ingresso devono attraversare corsi trafficati con il serio rischio di rimanere coinvolti in spiacevoli incidenti”.
“Basterebbe veramente poco” ha aggiunto il portavoce dell’associazione “qualche attraversamento pedonale in più permetterebbe ai pazienti e ai lavoratori di raggiungere l’ospedale in assoluta sicurezza!”

Al sit-in ha partecipato anche una delegazione del sindacato Blocco Lavoratori Unitario, vicino a CasaPound, in rappresentanza dei dipendenti dell’Azienda Sanitaria delle Molinette.”I dipendenti delle Molinette con mille difficoltà e spese ogni mattina, puntuali, arrivano sul loro posto di lavoro rischiando di dover finire sotto le autovetture che sfrecciano nei corsi limitrofi all’ospedale.”
“Chiediamo” hanno concluso i sindacalisti presenti “che anche l’Azienda Sanitaria solleciti un tempestivo e non più rinviabile intervento da parte delle autorità competenti”.

1 maggio 2012: striscioni ‘choc’ firmati Blu davanti ai cimiteri italiani, ‘buon 1 maggio lavoratore suicidato’

Nel mirino del sindacato di CasaPound anche il ‘concertone’ di Cgil, Cisl e Uil, ‘ci sono sindacati che non festeggiano’
1 maggio – ‘’Buon 1 maggio, lavoratore suicidato’’. Uno striscione davanti a ogni cimitero d’Italia: in tempi di crisi il 1 maggio si celebra anche così. La provocazione è targata Blu, Blocco lavoratori unitario, sindacato nato in seno a CasaPound Italia, che aveva già messo a segno negli ultimi mesi due azioni contro i licenziamenti avviati dall’azienda di autotrasporto trentina Arcese e dalle Officine meccaniche ferroviarie del Salento e un blitz coordinato in una cinquantina di città italiane contro la riforma del lavoro e la modifica dell’articolo 18.
Anche questa volta, l’azione è stata compiuta simultaneamente in una cinquantina tra città e piccoli centri dal Nord al Sud del Paese. ‘’Ci sono sindacati che non festeggiano’’, si legge in calce ai volantini ‘choc’ che stanno facendo il giro del web: l’immagine rappresentata è quella di un operaio impiccato che pende da un grande ‘1’. A lato la scritta: ‘’Forse non ti interessa più, ma a Roma oggi c’è un gran concerto. Buon 1 maggio, lavoratore suicidato’’. E il ‘concertone’ organizzato da Cgil, Cisl e Uil a piazza San Giovanni è finito anche su uno degli striscioni esposti dal sindacato di Cpi a Roma: ‘’Buon 1 maggio, lavoratore suicidato – si legge – stasera niente concerto’’.
‘’Rifiutiamo la logica da ‘panem et circenses’ dei sindacati, anche perché di ‘panem’, a differenza di quanto avveniva nell’antica Roma, oggi non se ne vede più – sottolinea Blu in una nota – Di fronte a una lista di imprenditori e lavoratori ‘suicidati’ da uno Stato strozzino che si allunga ogni giorno di più e a una riforma che punta a ridurre i lavoratori in stato di servaggio, Cgil, Cisl e Uil non sanno fare di meglio che pretendere di utilizzare come una vetrina, peraltro a costo zero, piazza San Giovanni, sperando così di far dimenticare a suon di musica la loro inettitudine. Noi però a questo gioco ipocrita non partecipiamo. E’ il 1 maggio, ma non c’è niente da festeggiare’’.

Art. 18: il sindacato di CasaPound in campo contro la riforma, striscioni in oltre 50 città italiane

“Non crediamo alla cura Monti, ridurre i lavoratori alla schiavitù non aiuterà lo sviluppo” Torino, 5 aprile – Striscioni contro la ‘’cura Monti’’ e la riforma dell’articolo 18, ‘’che punta a ridurre i lavoratori in schiavitù’’ sono comparsi nella notte in una cinquantina di città italiane.

A rivendicare la protesta Blu, Blocco lavoratori unitario, il sindacato nato in seno a CasaPound Italia, che aveva già messo a segno azioni contro i licenziamenti dell’azienda di autotrasporto trentina Arcese e della Omfesa, le Officine meccaniche ferroviarie del Salento.

‘’Art. 18: lavoratori licenziati, mercati deliziati’’, ‘’Art. 18: lavoratori pezzenti, mercati contenti’’, ‘’Art. 18: lavoratore disperato, mercato rassicurato’’, ‘’Art. 18: lavoratore schiavo, spread in calo’’ sono i messaggi lanciati dagli striscioni, comparsi su muri, cavalcavia e davanti alle sedi di partiti, istituzioni e sindacati (?) di città e piccoli centri dal nord al sud del paese per protestare contro una riforma che, si legge sul volantino diffuso dal sindacato, ‘’vuole avvicinare le condizioni dei lavoratori italiani a quelle dei lavoratori del terzo mondo’’. Ma, secondo Blu, ‘’peggiorare la condizione dei lavoratori non porterà nuovi investimenti in Italia e certamente non impedirà alle imprese di delocalizzare alla ricerca di lavoratori low cost’’.

‘’Non saremo mai competitivi con i lavoratori del terzo mondo che lavorano per pochi euro, senza sicurezza, senza orari, senza tutele – spiega il volantino – finché non saremo schiavi anche noi’’.
Per questo, si legge, ‘’non crediamo alla riforma del lavoro, non crediamo che rendere più facili i licenziamenti porterà sviluppo per il paese e di conseguenza più lavoro. Il lavoro in sé non è indice di benessere: la qualità del lavoro, la sicurezza sul lavoro, la giusta retribuzione per il proprio lavoro sono benessere’’. A Torino sono state “colpite” l’Unione Industriale, la sede storica della FIAT, l’autoporto Pescarito e l’IVECO. Secondo il sindacato di CasaPound Italia, ‘’nessuna fabbrica verrà aperta in Italia grazie a questa riforma il cui unico obiettivo è rendere appetibili agli speculatori internazionali i Buoni del Tesoro italiani’’.

‘’E gli speculatori – sottolinea Blu – comprano Bot solo se vengono convinti che qui in Italia il mercato ha campo libero e i lavoratori la testa china e la coda tra le gambe’’. Soprattutto, evidenzia il Blocco unitario lavoratori, ‘’vendere Bot agli speculatori non vuol dire sviluppo ma solo altro debito pubblico e consegnare la Nazione agli strozzini internazionali’’.

BLU Blocco Lavoratori Unitario
Sindacato di CasaPound Italia